[In a Wicked Age] Mini-Actual Play

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[In a Wicked Age] Mini-Actual Play

Messaggio Da Suna il Gio Ott 01, 2009 12:06 pm

L'altro giorno ho avuto una prima breve esperienza con In A Wicked Age, il tempo di fare un conflitto uno contro uno via chat con Rafu, ma mi è piaciuto tanto che ho pensato di postare un mini-actual play.
Innanzitutto, setting e personaggi. Prendo due voci a caso dall’oracolo.
1) a cask of honey wine, tribute to a fierce barbarian queen (un barile di idromele –tradotto un po’ liberamente, NdT-, tributo ad una feroce regina barbarica)
2) a war-sorceress, slender but commanding, with golden hair (una maga guerriera, snella ma imponente, dai capelli color dell’oro)

Scelgo la maga come mio personaggio e aggiungo il nome ed un paio di parole di descrizione: Ninsunu della Cascata, una donna dalla pelle color del bronzo, vestita di gioielli e a piedi nudi. Visto l’oracolo rimanente, decido che il suo best interest è recuperare l’idromele, che è magico e le conferiva eterna giovinezza.
Assegno i dadi: covertly d8, directly d10, with love d4, with violence d6, for others d6, for myself d12
Per questo esempio di gioco, decidiamo che non ho particular strenghts.
La regina dei barbari è un PNG: Inkala, regina della tribù dei Calarta. Ha le forme "Self-Protection" 1d6+1d4, "Maneuvering" 1d10+1d6, "Action" 1d12+1d8, e la particular strength "Squadra di guerrieri fedelissimi" 1d10.
Usiamo il dice thrower di Walmsley http://www.catchyourhare.com/diceroller/
Nella scena Ninsunu, travestita da schiava, si trova finalmente nella sala del trono della regina Inkala.
(commento mio: bella scena!) Davanti ai suoi occhi i guerrieri Calarta stanno celebrando l'ultima razzia effettuata con successo, in un'orgia di vino e cibo e tamburi. Un guerriero giunge ai piedi del trono, che è fatto di pelli di tigre bianca tese su un'intelaiatura di legno e si erge sopra a una duna di terra e ossa di nemici uccisi. Il guerriero reca un barile che depone ai piedi del trono: il vino di idromele. La sala del trono è una grande caverna naturale illuminata da torce vive, a proposito.
Approfittando del travestimento, Ninsunu si fa strada in mezzo alla sala, recando una caraffa di vino per la regina. Nel vino ha sciolto una pozione inodore ed incolore. Questa pozione renderà il sonno della regina profondissimo, e nottetempo la maga approfitterà dell'ubriachezza di tutti per sgattaiolare e recuperare il suo idromele.
Il guerriero che ha portato il barilotto si scosta per far passare Ninsuno, anche se non manca di gettarle uno sguardo lascivo. Non ostacolerebbe mai il transito di una caraffa di vino destinata alla sua regina. La regina ti rivolge alla maga uno sguardo annoiato e tende la mano verso di lei. Ninsunu finge abilmente paura e ammirazione. Per lei che ho ingannato il tempo e la morte, mentire ad un mortale è gioco da ragazzi. Giunge ai piedi della regina e si inginocchia ossequiosamente.
Inkala prende la coppa che Ninsunu le porge, e se la rigira un paio di volte fra le mani, annoiata (povera regina, alla terza rischia di schiattare di noia, NdT). Poi la getta sulla schiena ancora curva della presunta schiava, esclamando: “Non è questo il vino che voglio bere, questa sera! Aprite quel barile e riempitemi una coppa. Voglio assaggiare i doni che gli dèi ci hanno inviato!” e indica l’idromele.
Ninsunu esclama: “mia regina, vi chiedo umilmente perdono! Come sapete oggi è giorno sacro, e libare con il nettare degli dei è proibito! Non volete attendere fino a domattina?”
Vi è un breve istante di silenzio. Poi Inkala: “solleva il viso, schiava, e fatti guardare.”
La maga obbedisce, i suoi occhi incontrano quelli della regina. Ninsunu non teme Inkala, e il suo sguardo è fiero come l'oceano
La regina barbarica la squadra per alcuni momenti, e sembra divertita dalla sua fierezza. “Da quanto tempo sei di proprietà dei Calarta, schiava?”
“da tre giorni, mia signora. Appartenevo alla carovana che voi avete assalito, prima dell'ultima battaglia.”
Inkala sorride. “Mostrami la tua schiena.”
Io: obbedisco all'ordine della regina
Raffaele: Ti denudi?
Io: penso di essere già nuda, se sono una schiava...
Raffaele: Oh, non l'avevo sottinteso, ma ci può stare.
La regina preme sulla parte bassa della schiena di Ninsunu la punta di un piede, per mettere in chiaro che deve mostrarle la schiena da inginocchiata, e pur non potendola vedere, la maga ode che Inkala sta snodando il nerbo di bue intrecciato con steli di rosa che porta avvolto alla sua corazza di bronzo, giusto sotto il seno.
“Una schiena ancora troppo liscia,” mormora.
Davanti ai propri occhi, ai piedi del trono, Ninsunu può vedere il barile del prezioso vino che brami... molto fuori della portata del suo braccio. Esclama: “mia signora, abbiate pietà, in nome degli dei che anche il vostro fiero popolo adora!”
In tutta risposta, la maga riceve un calcio nelle natiche, che preannuncia l'inizio delle scudisciate.
Raffaele: Ora ti sta frustando, metodica e silenziosa. La rapidità e la forza crescono a ogni colpo, come se fosse il riscaldamento per un esercizio muscolare.
Io: ma vediamo se ce la fa, perché io non starò a guardare
Raffaele: Ah, ecco! Questo stavo aspettando. Benissimo: dadi. Io tiro Action. Uso anche la mia Squadra di guerrieri perché sono qui, nella sala, ai piedi del trono, e possono intervenire in un attimo.
Quindi "prendo in mano" 1d12, 1d10 e 1d8. Tu indica le due forme con cui agisci e prendi i due dadi relativi...
Io: io dico che sto agendo con violenza e per me stessa, quindi 1d6 e 1d12.
(tiriamo i dadi: io faccio 6 e Raffaele fa 3: vinco alla grande) Mia mossa.
Ninsunu riceve il calcio e perde l'equilibri, ma non viene sbalzata lontano. Fulmina con uno sguardo di odio e disprezzo Inkala ed esclama: “baldracca plebea, ti pentirai di questo!” proprio in un momento in cui, per caso, il chiasso della sala si era brevemente interrotto. Gli occhi sono tutti puntati sulla maga, ancora travestita da schiava. Tutti restano immobili. Ninsunu afferra un piatto di bronzo da una pila e lo lancio contro il viso della regina, con l'intento di spaccarle naso e denti.
Raffaele: OK, tiro la mia "risposta". Il dice roller mi odia: siamo 6 pari, si spareggia con il secondo più alto.
Io: oho! Vinco ancora io perché il mio 2 spezza i tuoi 1
Raffaele: direi che mi lo schivo piuttosto scompostamente, salvandomi solo grazie allo spallaccio di bronzo della mia corazza ornamentale, e mi getto poco eroicamente dietro il trono urlando: "guardie, a me!"
Io: il tuo maledetto potere Smile
E' ormai chiaro che Ninsunu non è una schiava, e Inkala è spaventata. “Povera sgualdrina delle terre selvagge, non sai contro chi ti sei messa. Il potere degli dei scorre nelle mie vene da secoli!” ruggisce la maga.
Raffaele: Nel secondo round, giochi con gli stessi dadi + il dado del vantaggio.
Io: ehi, sono nella owe list ora, giusto? Quindi di sicuro ci sarò nel prossimo capitolo a meno che non decida di svendere questa possibilità in cambio di un dado di vantaggio, in questo o in un altro conflitto.
(lancio i dadi d12+d6, più 1d6 di vantaggio: ottengo due 6 e un 3. Raffaele ottiene un 8 e un 5, se ricordo bene. Dato che il dado di vantaggio si somma al dado più alto, è un 12 contro un 8 ).
Io: svelo il mio vero aspetto con una magia e incuto terrore negli uomini. Dal nulla appaiono i gioielli che adornano il mio corpo, i miei capelli neri e oliati da schiava si sciolgono in soffici riccioli d'oro, e i miei occhi azzurri risplendono come zaffiri fiammeggianti.
Già questo prodigio dovrebbe essere sufficiente a far fuggire i nemici superstiziosi (e questi sono solo barbari...)
Raffaele: Allora metti in fuga gli uomini, è questa la tua mossa?
Io: esatto
((Raffaele riprende in mano i dadi e ottiene un misero 6 contro il mio 12)
Io: fuggono tutti tranne che la regina, che è alla mia mercè
Raffaele: ok, I "coraggiosi" guerrieri dei Calarta fuggono dalla sala gridando alla stregoneria. Resta solo una donna armata di bronzo contro una maga immortale armata dei propri poteri. Negoziazione.
Io: yess! Che ne dici di divenire mia schiava?
Raffaele: Ma non volevi il tuo idromele?
Me: immagino che non accetteresti entrambi...
Raffaele: Dai, se vuoi puoi prendere il tuo barile e andartene indisturbata. Nessuno oserà ostacolarti.
Io: e va bene, visto che in fondo ti sei arresa e non hai insistito nella tua inutile crudeltà, ti lascerò accontentandomi del mio idromele.
Raffaele: Mi pare un buon risultato per te, no? Allora affare fatto, bene.
Ninsunu osserva con scherno Inkala e, sogghignando, la saluta: “addio, stupida 'regina' cresciuta tra gli gnu.”
Scambio di complimenti tra me e Rafu.
Spero di riuscire a giocare una partita intera prima o poi!
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